Perché esperienza tecnica e capacità manageriale non sono la stessa cosa
Ci capita spesso di vedere che nelle aziende si confonde l’esperienza tecnica con le capacità manageriali, tuttavia questi termini non sono interscambiabili.
Se facciamo caso, vediamo come la parola esperienza, suggerisca una competenza che si è sviluppata e coltivata nel tempo, essa è frutto di percorsi di studi, pratica, esperienza in campo, e varie forme di apprendimento come: vicario, latente, operante ecc…
All’interno del team, la persona esperta si riconosce immediatamente, quando c’è un problema, tutti i membri la osservano, egli/ella fornisce spiegazioni e puntualmente lo risolve; talvolta essa riesce anche ad intuire problemi futuri, proprio come se li stesse anticipando.
La parola manager deriva dall’inglese “to manage ” cioè gestire, mentre in italiano si traduce come responsabile.
Già da uno sguardo veloce capiamo che il compito del manager sia quello gestionale, garantendo la migliore strategia da adottare per risolvere qualsiasi tipo di problema, che sia: organizzativo, relazionale, di budget, o qualsiasi altro.
Da questa premessa possiamo vedere come il tecnico esperto possa gestire la situazione attraverso il “saper fare”, mentre il manager ha il compito di saper approcciare, gestire, e affrontare la situazione coinvolgendo il team attraverso diverse strategie come: brain-storming, empatia, ascolto attivo dei propri collaboratori.
Possiamo notare come ci sia una differenza fra le competenze fra le due figure: il tecnico esperto possiede abilità pratiche, come ad esempio: ricerca guasto, precisione, programmazione, abilità di valutazione di un lavoro ecc.. mentre il manager possiede intelligenza emotiva, capacità relazionale, di pianificazione ecc..
Queste differenze possono essere più o meno presenti nelle persone, tuttavia, è importante sottolineare che queste competenze si possano trovare in entrambe le figure o addirittura che non vi siano, ad esempio un manager preparato tecnicamente ma completamente sprovvisto di soft skill, oppure un tecnico senior con competenze trasversali eccezionali.
Il consiglio che diamo alle imprese è quello di relazionarsi e osservare attentamente i propri collaboratori, durante le dinamiche lavorative emergono differenze individuali, come ad esempio l’approccio alle difficoltà, altre preferiscono gestire il problema da soli, altri ancora prediligono una risoluzione in team.
Tuttavia, i momenti di osservazioni non si limitano all’attività lavorativa in se, questi, si possono trovare durante la pausa caffè, o attività di team building; qui si osservano capacità relazioni, l’intelligenza emotiva, e la comunicazione.
Attraverso questa strategia unita ad un bilancio delle competenze si riesce a comprendere quale sia l’attività ideale per ogni collaboratore, perché ogni persona ha le sue particolarità, tratti emotivi, competenze; la persona “giusta al posto giusto” può realmente fare la differenza e contribuire allo sviluppo dell’impresa.


