Scorriamo un portale di lavoro.
Apriamo un annuncio.
Il titolo sembra interessante, l’azienda ci incuriosisce e la posizione potrebbe essere coerente con ciò che stiamo cercando.
Poi iniziamo a leggere.
Responsabilità.
Requisiti.
Anni di esperienza.
Competenze tecniche.
Soft skill.
Conoscenza delle lingue.
Alla fine, spesso, la decisione viene presa in pochi secondi:
“Mi candido.”
Oppure:
“Non fa per me.”
Ma un annuncio di lavoro contiene più informazioni di quanto sembri e leggerlo bene non significa soltanto verificare quante delle caratteristiche richieste possediamo.
Significa provare a capire che lavoro ci stanno realmente proponendo.
Perché due annunci con lo stesso titolo possono raccontare posizioni completamente diverse.
Il titolo della posizione non racconta necessariamente il lavoro
“Project Manager.”
“HR Manager.”
“Sales Account.”
“Marketing Specialist.”
Sono definizioni che aiutano ad orientarsi, ma da sole dicono relativamente poco.
Lo stesso titolo può indicare livelli di responsabilità, autonomia e attività molto differenti a seconda dell’azienda.
Un Project Manager può occuparsi della gestione completa di clienti, persone e budget oppure prevalentemente del monitoraggio di attività e scadenze.
Un HR Manager può coordinare un team strutturato oppure essere l’unica persona incaricata di costruire praticamente da zero la funzione risorse umane.
Per questo, prima ancora dei requisiti, è utile leggere con attenzione le attività previste.
Cosa farà concretamente questa persona?
Con chi lavorerà?
Quali decisioni dovrà prendere?
Quali sono le attività che sembrano occupare maggiore spazio?
Un titolo può essere attraente.
Ma è la descrizione del ruolo che ci dice se quel lavoro potrebbe realmente interessarci.
Non tutti i requisiti hanno lo stesso peso
Molti annunci contengono liste molto lunghe.
Cinque anni di esperienza.
Laurea in una determinata disciplina.
Conoscenza di un software.
Inglese fluente.
Ottime capacità organizzative.
Esperienza nel settore.
Capacità di lavorare in autonomia.
Arrivati a metà può iniziare quella sensazione di non essere abbastanza qualificati.
Ma non tutti i requisiti indicati in un annuncio sono necessariamente indispensabili allo stesso modo.
Alcuni rappresentano condizioni molto concrete.
Se una posizione richiede trasferte frequenti e la patente è necessaria per svolgere il lavoro, è un requisito sostanziale.
Se il ruolo prevede quotidianamente riunioni con clienti stranieri, la conoscenza della lingua può avere un peso altrettanto importante.
Altri requisiti possono invece rappresentare caratteristiche preferenziali.
La stessa formulazione utilizzata nell’annuncio può aiutarci.
“È richiesta esperienza in…”
non comunica esattamente la stessa cosa di:
“Costituisce titolo preferenziale…”
oppure:
“Sarà considerato un plus…”
La differenza è importante.
Perché leggere bene un annuncio non significa cercare il requisito che ci manca.
Significa capire quali elementi sono centrali per il ruolo e quali potrebbero essere compensati da altre esperienze o competenze.
Anche quello che viene ripetuto racconta qualcosa
Ci sono parole che, in alcuni annunci, ritornano continuamente.
Autonomia.
Flessibilità.
Velocità.
Orientamento al risultato.
Precisione.
Capacità di gestire più priorità contemporaneamente.
Quando un concetto viene ripetuto più volte, può essere utile fermarsi.
Non perché nasconda necessariamente qualcosa di negativo, ma perché probabilmente racconta una caratteristica importante del contesto.
Se viene sottolineata continuamente l’autonomia, ad esempio, potrebbe trattarsi di una posizione con poca supervisione quotidiana.
Se si parla spesso di capacità di gestire priorità differenti, è possibile che il ruolo richieda di lavorare contemporaneamente su numerose attività.
Se l’orientamento al risultato occupa molto spazio, può essere interessante capire come questi risultati vengano misurati.
Il punto non è interpretare ogni parola come un segnale d’allarme.
È chiedersi:
“Questo modo di lavorare è compatibile con me?”
Perché un annuncio non serve soltanto all’azienda per trovare candidati.
Serve anche al candidato per capire se vale la pena approfondire quella posizione.
Quello che manca può diventare una domanda
Non tutti gli annunci sono completi.
A volte manca la fascia retributiva.
Altre volte non viene specificata la composizione del team.
Non è chiaro a chi risponde la posizione.
Non vengono indicate le modalità di lavoro.
Non si capisce se il ruolo sia nuovo o se si tratti di una sostituzione.
Questo non significa automaticamente che ci sia qualcosa che non va.
Ma le informazioni mancanti possono aiutarci a capire quali domande fare durante un eventuale colloquio.
Come è organizzato il team?
A chi riporta la posizione?
Quali sono le priorità nei primi mesi?
Perché la posizione è aperta?
Come viene misurato il successo nel ruolo?
Quali sono le possibilità reali di crescita?
Anche espressioni come “ambiente dinamico”, “possibilità di crescita” o “grande autonomia” acquistano un significato diverso quando vengono tradotte in esempi concreti.
Crescita verso cosa?
Autonomia su quali decisioni?
Flessibilità in che modo?
Più un elemento è importante per noi, meno dovremmo limitarci alla sua semplice presenza nell’annuncio.
Leggere tra le righe non significa inventare ciò che non c’è
Quando stiamo cercando lavoro, è facile attribuire significati a ogni dettaglio.
Un annuncio molto breve può sembrare poco curato.
Uno molto lungo può sembrare eccessivamente rigido.
La richiesta di flessibilità può essere interpretata come disponibilità costante.
Il fatto che non venga indicata la retribuzione può generare immediatamente diffidenza.
Alcune interpretazioni possono rivelarsi corrette.
Altre no.
Un annuncio rimane una prima fonte di informazioni, non una descrizione completa dell’azienda.
Per questo la lettura più utile probabilmente non è quella che cerca di arrivare immediatamente ad una conclusione.
È quella che permette di costruire domande migliori.
Candidarsi non significa aver già scelto quel lavoro.
Significa decidere che esistono abbastanza elementi interessanti da volerlo approfondire.
E il colloquio non dovrebbe servire soltanto all’azienda per capire se siamo adatti.
Dovrebbe servire anche a noi per verificare ciò che abbiamo letto.
Il modo in cui viene descritta una posizione, in fondo, racconta già qualcosa dell’organizzazione.
Quanto spazio viene dedicato alle responsabilità?
Quanto alle persone?
Quanto è chiaro ciò che l’azienda cerca e quanto ciò che offre?
Non possiamo conoscere un’azienda attraverso un annuncio.
Ma possiamo capire quali aspetti meritano di essere approfonditi.
Perché leggere bene un’offerta di lavoro non significa soltanto chiedersi:
“Ho i requisiti?”
Significa anche iniziare a domandarsi:
“È davvero questo il tipo di lavoro che sto cercando?”