La RAL nel 2026, il TABÙ svelato!

 

IL SEGRETO DI STATO

Chiedere la RAL durante un colloquio di lavoro è sempre stato un tabù, soprattutto in Italia. Dalla prospettiva psicologica, quello che viene definito “senso comune” ha suggerito:

“Ad un colloquio non chiedere MAI la RAL se non vuoi essere scartato!”

“Non parlare MAI di soldi!”

Secondo la nostra esperienza, possiamo affermare che ormai queste credenze si sono concretizzate in veri e propri assiomi (per diverse persone). Affermiamo questo, perché durante i colloqui affrontati ci sono capitate diverse situazioni dove i canditati mostravano timore a chiedere la RAL. Questo, secondo noi, è dato da due maggioritarie condizioni: la prima tratta aspetti puramente legati alla “desiderabilità sociale”, ci si cerca di mostrare accomodanti, disponibili, in parole semplici si risponde all’affermazione: “voglio sembrare una brava persona”. Per la seconda invece, si fa riferimento a queste credenze distorte. Per tanti anni, le affermazioni suggerite dal senso comune, hanno generato una misconcezione nelle persone, facendole interiorizzare questi concetti.

 

PERCEZIONI ERRATE O “FONDO DI VERITÀ”

Tuttavia, possiamo affermare con certezza che quanto suggerito dal senso comune corrisponda ad una misconcezione? Oppure esiste un fondo di verità?

Rispondere con esattezza risulta piuttosto difficoltoso, tuttavia come in tutte le condizioni si possono incontrare imprese che applicano questa “legge non scritta”. Risulta spontaneo porsi una curiosa domanda, si comportano così perché la pensano realmente così, oppure anche le stesse imprese sono state condizionate da queste false credenze?

 

 LA RAL, SEGRETO ITALIANO O SEGRETO MONDIALE?

 È necessario affermare che L’Italia, non è il solo paese dove in precedenza, non veniva mostrata la RAL negli annunci di lavoro. È curioso osservare come in alcuni stati non vi sia alcun obbligo di legge, tuttavia si nota come questi, scelgano deliberatamente di mostrare la retribuzione negli annunci. Fra questi stati troviamo: il Regno Unito, una buona parte degli Stati Uniti d’America, e alcuni stati Canadesi. In altri ancora, mostrare il salario rappresentano un vero e proprio obbligo di legge, come in Austria, Colorado, California e altri. In altri paesi invece, si nota come non vi sia alcuna normativa di riferimento, come in quasi tutti gli stati Africani (se non per particolari eccezioni), e anche in America Latina, paesi come: Brasile, Argentina e Colombia questa, questa pratica non è applicata. Nel continente asiatico troviamo delle analogie a queste condizioni, per la precisione in paesi come: Cina, Giappone, Corea del sud ecc..in questi, non esiste l’obbligo di riportare il salario negli annunci di lavoro.

 

IL D.LGS. 96/2026

Oggigiorno, nel 2026, è stato emanano il decreto legge n°96 dove viene richiesto di pubblicare la RAL negli annunci di lavoro. Sebbene si sottolinei che l’aspetto economico non rappresenti il solo fattore di benessere all’interno dell’organizzazione, la norma si rende necessaria per un principio di trasparenza, equità, diritto e dovere. Oggi, non esistono più persone che “lavorano per la gloria”, per questo, si rende necessario l’emendamento citato, per i cittadini, gli imprenditori e i lavoratori. Nel caso in cui i candidati, nonostante l’obbligo di legge, abbiano il timore a chiedere la RAL, una strategia adottabile può essere la consultazione delle tabelle retributive del CCNL. Chiaramente, non si potrà conoscere la propria retribuzione al centesimo, tuttavia si potrà ottenere un’idea generale. Per le imprese invece, il consiglio offerto, è di mostrare la RAL, questo perchè offre diversi vantaggi. Si evitano perdite di tempo e malintesi, inoltre, indicare il salario funge da “preselezione”. In sostanza, comunicare con trasparenza è essenziale in tutte le situazioni, questo per garantire affidabilità, professionalità e sincerità.

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